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Ilva Sartini presenta “Identiche”, storia di donne, di conflitti e di amori

sito sartini
Ilva Sartini presenta “Identiche”, storia di donne, di conflitti e di amori

Quando

Dom 27 Settembre 2026    
18:00 - 19:00

Dove

Giardino Radicioni
Via San Paterniano, 1, Fano, PU, 61032, Marche

Tipologia evento

La storia di quattro donne nell’arco di tre generazioni; la lotta per l’amore e l’incapacità di parlarsi, se non quando si ritrovano costrette a farlo perché isolate dalla neve – e nel farlo trovano l’aiuto degli “spiriti” della casa

ILVA SARTINI presenta “Identiche” (Ventura Edizioni)
L’autrice dialoga con Sara Cucchiarini

Questo evento fa parte del programma della IX edizione di “Impronte femminili


Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Tavoli riservati alle consumazioni
Informazioni e Prenotazione tavoli: Whatsapp 3332680554 – Tel. 0721396433


Il Libro

Il primo febbraio 2012, sotto una forte nevicata, tornano a Piedisasso, nell’Appennino centrale, le gemelle Anna e Maria insieme a Giulia, figlia di Maria e nipote adorata di Anna. Devono sgombrare e vendere la casa di Terzina, madre di Anna e Maria, per permettere a Giulia di realizzare il suo sogno di una carriera artistica a Berlino. Le tre donne non si vedono da più di tre anni e devono affrontare i rancori di una vita, a partire dalla mai perdonata assenza di Anna e Giulia al funerale di Terzina. La neve isola il paese, fa crollare i tetti, costringe le tre a convivere, litigare, ricordare, ricostruire la storia di ciascuna in un contrappunto di flashback e ritorni al presente.
Terzina ha perso da giovane il fidanzato Galliano, emigrato in Belgio e morto nell’incendio alla miniera di Marcinelle, lasciandola incinta. Su intercessione di Madunin, mago e guaritore locale, Terzina sposa Primo, il cognato bruttino e rozzo, dal quale ha le due gemelle monozigoti, ma Anna è fragilissima. Per salvare lei, Maria viene mandata a balia da una parente fino ai tre anni di età. Di qui nasce il conflitto, anche fisico, tra Anna che resterà segnata da una zoppìa permanente e si dedicherà agli studi, e Maria che non lascia il paese e resta “selvatica”, cercando il riscatto nel matrimonio col ricco Giorgio, titolare della farmacia del paese. Ma il farmacista si rivela un marito e un padre autoritario e violento, tanto da indurre la figlia Giulia a lasciarsi alle spalle appena possibile la famiglia per andare a vivere a Bologna dalla zia Anna, che ha uno studio legale. Giulia si laurea a pieni voti al DAMS, per poi trasferirsi a Berlino dove vuole trovare una sua strada nel mondo dell’arte. La coazione a ripetere – sorta di retaggio famigliare – la porta a fidanzarsi con Alejandro, un giovane spagnolo intriso di cultura patriarcale.
In quei primi nove giorni di febbraio, nella casa soffocata dalla neve, la convivenza forzata fra le tre donne non è indolore – in un crescendo di dispute anche accese, soprattutto tra le gemelle. Tuttavia, grazie anche all’occhio vigile di Terzina – morta ma “presente” nella casa, dove dialoga con la nipote Giulia – le sorelle e la figlia/nipote riescono a rielaborare i conflitti, ad avviare una forma di condivisione e solidarietà, a ipotizzare una nuova vita. Maria si risolve a lasciare il marito, e si iscrive a un corso di formazione professionale. Anna, che dopo una cocente delusione d’amore giovanile è rimasta sola, non cede alla tentazione di una nuova storia appena sbocciata e torna ad aggrapparsi alla professione. Giulia lascia Alejandro con una telefonata, rinviando il ritorno a Berlino per esplorare possibilità di lavoro in Italia. Finché, con la riscoperta dell’attaccamento alla sua terra e alle sue radici, decide di non vendere la casa. Una scelta che potrebbe essere l’inizio di una nuova strada per lei.


L’Autrice

«Le mie storie sono ambientate nella terra di collina in cui sono nata, bella e povera, ai piedi dell’Appennino centrale. Racconto la fatica delle donne e la relazione che dà loro forza e capacità di resistere in un mondo segnato dal patriarcato e permeato da tradizioni e credenze magiche. Ho tratto ispirazione da molte letture: Grazia Deledda, Isabel Allende e Magda Szabó, per il clima magico e la presenza di spiriti che sono personaggi; Jón Kalman Stefánsson, Flannery O’Connor e Dino Buzzati, per i paesaggi; Elisabeth Strout, per il dolore nella relazione madre/figlia e la coazione a ripetere rapporti malati.»

Ilva Sartini è nata a Pennabilli (RN) e vive a Pesaro.
Laureata in Filosofia, è stata dirigente in Confesercenti Marche e assessora comunale a Pesaro. Ama scrivere storie che partono dalla sua terra d’origine, raccontano la fatica delle donne e la forza dello stare in relazione e ascolto reciproco.
È autrice del romanzo Al posto del dolore (Affinità Elettive, 2016), della raccolta poetica Pensieri Partecipi (Bertoni editore 2021), del romanzo Identiche (Ventura Edizioni, 2026) e ha pubblicato diversi racconti in antologie.