
VITTORIO CIARROCCHI, “Lingua italiana, ADDIO!” (Raffaelli Editore)
L’autore conversa con John Betti (Artista)
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Il libro
Ciarrocchi considera la lingua italiana come fondamento di ogni espressione culturale. Pertanto gli è sembrato doveroso raccogliere, in questo libro, circa un terzo degli articoli pubblicati (dal 2016 al 2021) nel Carlino Pesaro e riguardanti soprattutto la nostra lingua. La quale, considerata nelle sue espressioni specie giornalistiche e televisive, non sta affatto bene a causa delle frequenti sgrammaticature e delle parole straniere che la inquinano.
Battaglia perduta in partenza, questa difesa della buona lingua italiana? Certo, ma Ciarrocchi, nemico delle “cieche speranze” (Eschilo), non si illude che il suo tentativo di arginare la barbarie linguistica possa avere successo.
L’autore
Vittorio Ciarrocchi abita a Pesaro, dove è nato nel 1938. Compiuti gli studi universitari di giurisprudenza e di filosofia, insegnò storia e filosofia negli istituti superiori di Pesaro, Fano, Senigallia. Presto lasciò l’insegnamento, perché aveva compreso che certe riforme scolastiche avrebbero non migliorato, bensì peggiorato- come poi è accaduto- la vita della scuola. E poiché Ciarrocchi non ha mai avuto la virtù del compromesso, non gli rimase che- sia pure con rammarico- lasciare la scuola. Poi fu collaboratore del fascicolo pesarese de ‘il Resto del Carlino’; collaborazione però interrottasi- non per sua volontà- nel 2021. Cerca di ammazzare il tempo studiando ancóra storia e filosofia, e coltivando la lingua latina insieme con alcuni altri ‘matti’, riunti, tramite internet, in una società chiamata “Grex Latine loquentium” (=alla lettera: gruppo di parlanti in latino, ma, di fatto: scriventi in latino)
