
ANTONIO DIBENEDETTO presenta “Il tatuaggio insanguinato”
L’autore conversa con la scrittrice Ilaria Triggiani
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Il Libro
Non sempre la normalità e il benessere è sinonimo di tranquillità, di fatti può capitare che il fato nasconda dietro l’angolo quell’imprevisto, quell’imponderabile situazione, che energicamente ti cambia quello status quo che con fatica si è riusciti a conquistare, con il duro lavoro e l’unità d’intenti di una cittadina intera. Tutto questo è capitato in una tranquilla cittadina marchigiana in cui regnava quella quiete lavorativa che era da sempre sinonimo di benessere, e quel viver bene pareva godere di un elisir di lunga vita e scevra da ogni forma di violenza. Ma un giorno un fatto nuovo, come un fulmine accecante di una luce sinistra, presagio di eventi nefasti, illuminò l’intera cittadina, sferzando quel nero cielo d’inverno. Ogni cosa verrà ridimenzionata, un accadimento tanto ferale che produrrà un effetto malsano nella collettività, il velo della morte si stava insinuando nella tranquilla cittadina.
L’Autore
sono nato a Barletta (BA) il 10 giugno 1962 diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale M. Cassandro, inizialmente intraprende la propria attività lavorativa in un calzaturificio della zona. Nel 1987 mi sono arruolato nel Corpo della Guardia di Finanza e nel corso di un breve girovagare in varie città, nel 1994 mi sono trasferito nelle Marche con il grado di sovrintendente. In pratica mi sento adottato dalle Marche ma il filo che mi lega a Barletta non è mai stato reciso definitivamente.
Abito a Fano con moglie Donata De Matteis, anche lei barlettana, che ho sposato in Barletta nel 1989. Abbiamo due figli Simone nato a Parma nel 1990 e Federica nata a Fano nel 1995.
Ancor prima ho sempre profuso il mio impegno in varie attività, ma in special modo dal 2018, essendo in quiescenza, ho raddoppiato il mio impegno nel sociale effettuando servizi come volontario Avis presso il centro trasfusionale dell’ospedale locale, collaboro con la parrocchia della zona dove risiedo, prestando aiuto di vigilanza nell’oratorio, dove i ragazzi svolgo le attività post scolastiche.
Ma la scoperta della scrittura ha completato interiormente una rinascita da sempre voluta, ma tante volte celata dietro la mancata possibilità di realizzare i propri sogni, che fortunatamente si sono realizzati con i romanzi con il tempo.
Ho pubblicato i vari romanzi in maniera autonoma, autoproducendoli, con un dispendio economico che è stato ben accettato anche dalla mia famiglia, a cui va il mio eterno ringraziamento.
Il piacere di scrivere è talmente elevato che mi prende in maniera inesorabile, m’impegna in modo davvero esponenziale, poiché la mia mente, essendo una fucina di emozioni, mi fa scrivere in continuazione. Il mio amico ed editore Felice Massaro dice di me:
«I lettori riconoscono che i romanzi di Antonio sono caratterizzati da eccitazione, suspense e tensione, e che insegnano a non arrendersi agli eventi, a tirare fuori il coraggio di lottare per i nostri ideali e per le persone che amiamo. Il primo passo per vincere il male è averne coscienza, non aver paura di affrontarlo, unirci stretti per scacciare il malaffare, il sopruso, la violenza e la paura, osare tutto proprio come i detective che rischiano la propria vita, gli affetti e le sicurezze per riportare in città giustizia e tranquillità, ridondando alla natura il suo potere di sollecitare ogni senso del nostro organismo mediante la sua bellezza.»
