
FRANCESCO GABELLINI, “La pianta nel buio” (RPlibri, 2025)
L’autore conversa col curatore della rassegna Daniele Ricci
Interventi musicali di Alberto Mariotti
Ingresso libero fino a esaurimento posti.
Francesco Gabellini
Francesco Gabellini è nato nel 1962 a Riccione (RN), dove vive ancora oggi, svolgendo attività in ambito educativo.
Ha pubblicato sei raccolte di poesie in dialetto romagnolo:
– nel 1997 Aqua de silénzie (“Acqua del silenzio”) per l’Editore AIEP di San Marino;
– nel 2000 Da un scur a cl’èlt (“Da un buio all’altro”) per le Edizioni La vita felice di Milano.
– nel 2003 Sluntanès, Pazzini Editore, Villa Verucchio (RN).
– nel 2008 Caléndre, Raffaelli Editore, Rimini.
– nel 2011 A la mnuda, Giuliano Ladolfi Editore, Borgo Manero (Novara).
– nel 2021 Nivère, Raffaelli Editore, Rimini.
Le sue opere sono risultate vincitrici o finaliste in numerosi e importanti concorsi letterari nazionali e sono state pubblicate su varie riviste culturali.
Note critiche sulla sua poesia, insieme ad alcuni testi, appaiono in Poeti in romagnolo del Secondo Novecento, a cura di Pietro Civitareale, Editrice La Mandragora, 2005.
Suoi testi poetici sono inclusi nell’antologia Poeti in romagnolo del Novecento, a cura di Pietro Civitareale, Edizioni Cofine, Roma, 2006.
Nel 2006 viene inserito nel Dizionario dei poeti dialettali romagnoli del 900, a cura di Gianni Fucci e Giuseppe Bellosi, Edizioni Pazzini, Villa Verucchio (RN), 2006.
Con il monologo in dialetto romagnolo L’ultimo sarto è stato finalista nel 2005 alla 48ª edizione del “Premio Riccione per il teatro”.
Negli anni 2010 e 2011 il monologo Detector viene portato in scena dall’attore Ivano Marescotti in vari teatri d’Italia, tra cui il Teatro dei Filodrammatici di Milano.
Nel 2011 sue poesie fanno parte dell’antologia Guardando per terra – Voci della poesia contemporanea in dialetto, a cura di Piero Marelli, edizioni LietoColle, Faloppio (Co).
Nel 2013 esce l’antologia Minorities not Minority, Cinnamon Press – Wales, dove una raccolta di sue poesie viene tradotta in inglese insieme a quelle di altri poeti romagnoli.
Sue poesie fanno parte dell’antologia L’Italia a pezzi. Antologia dei poeti italiani in dialetto e in altre lingue minoritarie tra Novecento e Duemila, a cura di Manuel Cohen, Valerio Cuccaroni, Giuseppe Nava, Rossella Renzi, Christian Sinicco, Ed. Gwinplaine, 2014.
Nel 2015 si classifica al secondo posto al “Concorso Nazionale di Poesia Guido Gozzano”.
Nel 2016 pubblica un libro che raccoglie cinque monologhi per il teatro, sempre in dialetto romagnolo, dal titolo Zimmer frei, Il Vicolo Editore, Cesena.
Sempre durante il 2016 è risultato vincitore del “Premio Galbiate di Poesia” e secondo classificato al “Premio Renato Giorgi” di Sasso Marconi.
Nel 2017 con il monologo Iper vince il “Premio Franco Enriquez” per la drammaturgia, a Sirolo (AN).
Nel 2018 e nel 2019 partecipa agli “Incontri del Mediterraneo” di Riccione, con due monologhi: Il pacifista e E’ diluvie.
Nel 2019 Il pacifista viene pubblicato dall’editore Il Vicolo di Cesena.
Da anni collabora con l’Associazione Teatrale “Città Teatro” di Riccione, che ha messo in scena vari suoi testi teatrali e con il festival “Lingue di confine” di Rimini, ideato e diretto da Fabio Bruschi.
Nel 2020 è risultato vincitore nella sezione inediti alla prima edizione del “Premio Giordano Mazzavillani” a Ravenna.
Nel 2022 la raccolta di poesie Nivère è risultata vincitrice del Premio Pascoli nella sezione Poesia Edita in Dialetto.
Ad aprile 2025 esce per i tipi dell’Editore RPlibri, a cura e con prefazione di Antonio Bux, e con postfazione di Gianfranco Lauretano, la raccolta di poesie in italiano La pianta del buio.
