
“Nella metafora del fiume” è un monologo che inizia con una riflessione sul tempo senza inizio né fine e medita sul concetto di confine come condizione necessaria per affrontare l’immensità del mondo. L’esigenza di un giardino recintato, del paradiso e del tempio, sono, in qualche modo, il rimedio di un punto di partenza dal quale leggere la realtà. “Leggere” significa “raccogliere”, “scegliere”, “selezionare”.
Monologo di e con Tamar Hayduke
Atmosfere sonore di Marco Chiarabini
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
